Nascere povera e raggiungere il cielo, fino a diventare una stella. Cambiare il modo di danzare con quell’urgenza di raccontare le favole in punta di piedi, con leggerezza, fino al punto di far diventare la sua vita, una favola.Anna Pavlova, come il suo “Cigno” muore lasciando un palco vuoto. Quella sera il balletto va in scena senza ballerina, solo un faro che, a tempo di musica, danza come avrebbe dovuto volteggiare lei. Un pasticcere australiano, che se ne innamorò perdutamente, volle dedicare all’étoile un dolce che ne rappresentasse la grazia, che avesse la dolcezza dei suoi inchini, che ricordasse la morbidezza…