E’ scontato, lo riconosco, ma come raccontare delle madeleines senza citare Proust e la sua esperienza sensoriale, vissuta attraverso uno di questi piccoli dolci immerso nel tè caldo.Ce l’ha narrata in una deliziosa pagina di letteratura nella quale è facile riconoscersi, in quell’istante dove un sapore, un profumo, una sensazione, riportano in un altro luogo, in un altro tempo che, seppur lontano, non va perduto. La madeleine della mia memoria è il profumo del brodo.Il brodo buono di gallina, sobbolle piano, ogni domenica mattina, da sempre, in casa di mia mamma. Lei si alza presto per adempiere a questo rito domenicale e far…