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Le madeleines

E’ scontato, lo riconosco, ma come raccontare delle madeleines senza citare Proust e la sua esperienza sensoriale, vissuta attraverso uno di questi piccoli dolci immerso nel tè caldo.
Ce l’ha narrata in una deliziosa pagina di letteratura nella quale è facile riconoscersi, in quell’istante dove un sapore, un profumo, una sensazione, riportano in un altro luogo, in un altro tempo che, seppur lontano, non va perduto.

La madeleine della mia memoria è il profumo del brodo.
Il brodo buono di gallina, sobbolle piano, ogni domenica mattina, da sempre, in casa di mia mamma.  Lei si alza presto per adempiere a questo rito domenicale e far sì che il brodo sia pronto per l’ora di pranzo, servito con i passatelli o i cappelletti o i quadrettini di pasta all’uovo. Quel profumo per me è domenica, è famiglia, è casa.

E voi? Qual è la vostra madeleine?




..ma vorrei raccontarvi anche dove ho trovato questa ricetta. 
La scorsa settimana, girovagavo in un bellissimo negozio di oggettistica e arredamento, quando ho scorto un “quadro” con questa ricetta dipinta e uno stampo da madeleine incollato! Fantastico. Non vi sto a raccontare che fatica abbia fatto a non comprarlo..
Però.. eh cari miei, il quadro l’ho lasciato lì ma la ricetta no eh..  Così me la sono trascritta (e ho finalmente capito a cosa serve la funzione note del mio cellulare).
Giunta a casa, spulciando sul web, ho scoperto in un sito francese che quella era la vera ricetta antica delle madeleines!
Ora, onestamente, secondo voi io posso abbandonarlo là quel quadro? Ci sto pensando da giorni e giorni.. non posso mica lasciare che questa cosa mi tolga il sonno notturno.. Quasi quasi oggi..


Le madeleines all’antica (con le mie modifiche)

110 grammi di farina
60 grammi di burro
85 grammi di zucchero
2 uova
La buccia grattugiata di una arancia
Il succo di mezza arancia
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale

Fondere dolcemente il burro a bagnomaria e lasciarlo intiepidire.
Sbattere, in una ciotola, lo zucchero e le uova. Aggiungere la farina miscelata col lievito, il burro fuso, la scorza e il succo d’arancia. Lavorare bene con una frusta a mano.
Lasciar riposare il composto il frigorifero per almeno mezz’ora. Questo passaggio è importante per far sì che le madeleine, passando dalla temperatura del frigorifero a quella del forno, formino la loro caratteristica gobbetta.
Imburrare ed infarinare uno stampo da madeleine (nel caso si disponesse di uno stampo di silicone, non è necessario farlo) e riempire le cavità con il composto, per poco più della metà.
Infornare subito a 190 gradi per 10 minuti (per madeleine molto piccole – le cosiddette madeleinette – il tempo di cottura va diminuito). Controllare comunque la cottura, perché per infornate così brevi ogni forno si comporta in modo diverso, le madeleine devono essere leggermente dorate ma non scure.
Se avanza del composto per una seconda infornata, farlo attendere in frigorifero.

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Appunti:

Si può sostituire la scorza con quella di limone, vale anche per il succo, naturalmente.

Ci sono  molte versioni di madeleines, si può aggiungere un cucchiaio di miele diminuendo un po’ lo zucchero, si può sostituire il 10% di farina con stessa quantità di cacao (in quel caso aumentare un po’ la parte liquida), oppure si possono aggiungere delle gocce di cioccolato all’impasto.

Si tratta di dolcetti da tè, che tendono quindi ad essere abbastanza asciutti come un po’ tutta la pasticceria di questo tipo. Per evitare che secchi o si asciughi di più, consiglio di conservarli in chiusi in un sacchetto di plastica.

20 commenti

  1. Il brodo no, non mi viene in mente abbinato alle madeleines, ma il the sì... una bella tazza di the Earl grey fumante e tante, tante madeleines!!

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  2. Una sbirciatina nella tua cucina e ci si inzuppa sempre di buone cose... *_*

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  3. Beh, ora che l'hai detto, credo che quel quadro con su dipinte le madeleines con la loro deliziosa ricetta ruberà il sonno anche a me... ;)

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  4. Bruna del mio cuore, ma certo che non mangio le madeleines col brodo.. :D
    E' solo il mio profumo della memoria, quello che mi riporta in un luogo caro, la stessa sensazione che descrive Proust ricordando la madeleine immersa nel tè..

    A quando una tazza di earl grey fumante insieme?

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  5. Pupaccena che bello, hai usato uno dei termini a me più cari: inzuppare.. senti che bel suono, riempi la bocca solo a pronunciarlo :)

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  6. Gabri, eh lo so.. e tu non l'hai visto...

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  7. A casa mia solo cuoche scadenti, io probabilmente sono stata "rubata" a qualche altra famiglia! Quindi il "profumo di maddeleins" per me e' quello del Vim (sissi il detersivo). Che ovviamente non mangio così come tu non inzuppi maddeleins nel brodo ahahahaha

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  8. Pami ciao! Prima di tutto è un piacere leggerti (almeno qui..) e poi mi fai morire.. solo una meravigliosa folle come te può avere come madeleine della memoria il Vim! :D

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  9. Il mio "profumo della memoria" è quello del caffè...la mia cuginetta del cuore è vissuta a Bruxelles per tanti anni, coi suoi genitori. Ma la loro casa italiana era al piano di sotto..Tornavano per le vacanze di Pasqua e Natale e restavano un mesetto...io cercavo di aspettarli svegli per vedere mia cugina,ma spesso mi addormentavo. La mattina però aprivo la porta di casa mia, affacciata sulle scale interne, e mi invadeva il profumo del caffè degli zii...finalmente Raffaella era arrivata, finalmente erano arrivate le vacanze.
    E,manco a farlo apposta,la zia mi portava spesso le madeleines all'uvetta...sublimi!

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  10. Ma che belle che sono, ho spesso provato a farle ma a me non vengono con la gobbetta... proprio belle!! Un abbraccio e buonissima giornata

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  11. complimenti un blog carinissimo mi sono aggiunta se ti va passa mi farebbe piacere

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  12. Marina io le adoro!!!! In accompagnamento ad un buon tè.....
    Prendo nota! Baci

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  13. Dove era, questo quadro, che vado io a prenderlo!
    Cercando notizie sull'etoile sono capitata sul tuo blog...e non ho esitato a segnarmi come follower, anche io sono appassionata di dolci e dolcetti, ma meno abile di te, mooolto meno!
    Complimenti


    CInzia

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  14. la mia madeleine, è il profumo del ragù domenicale...il rito di mia mamma alla domenica era questo, il brodo era riservato solo alla sera della donenica, rigorosamente con tempestina perchè a mio padre piaceva solo quella, quanto l'ho odiata quella pastina......

    Il ragù invece era sempre sontuoso, lei si alzava sempre molto presto per pepararlo in tempo per il pranzo, e il suo profumo mi svegliava....facevo colazione fra un biscotto e il profumo di sugo.....

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  15. Che bello il tuo blog e che buone le tue ricette.....!!!!!E' la prima volta che passo da te ma ho deciso di stabilirmi come sostenitrice fissa! Passa a trovarmi e fai altrettanto se ti va...ti aspetto...stefy

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  16. Non ho mai fatto le madeleins. Mi segno la ricetta...
    Veramente brava!

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  17. Ciao! Complimenti per il tuo bellissimo blog..Bravissima!
    Mi unisco volentieri ai tuoi lettori..
    Se ti va di passare a trovarmi mi trovi qui:
    www.dolcebenessere.com
    Sono una dolciaria e vedere la ricette delle madeleins mi emoziona!
    Rinnovo i complimenti anche per le tue foto, molto belle!
    Grazie!
    Un abbraccio.. Kika

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  18. Non passavo da un po' e capito proprio su una delle ricette a me più care. Scoprire che quella che hai qui è antica e vicina all'originale mi entusiasma e non avendole ancora mai preparate, la tua sarà la prima che proverò! La mia madelaine sono le meringhe, in particolari quelle grandi che da piccola chiamavo spumiglie e che mia madre mi comprava sempre in un delizioso forno vicino a casa sua, sul lago di Garda. Per me sono una vera e propria macchina del tempo. Ti abbraccio, bellissimo post. Pat

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  19. Fantastiche! :D è una ricetta che avrei sempre voluto fare..sto solo attendendo la giusta ispirazione!
    La madeleine della mia memoria è il gusto dolce della merenda e il soffio lungo e tiepido dentro una tazza di tè bollente.
    La mia madeleine è anche, e sopratutto, il dialogo in giardino tra Lord Harry e Dorian Gray che sono appena andata a rispolverare..ahimè meravigliandomi di questa mia errata associazione. Avrei giurato che Lord Harry, dirigendosi in giardino, avesse morso una madeleine. :D
    Grazie per questo piacevolissimo viaggio nel tempo!!
    Un abbraccio

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  20. Ciao, molto piacere di conoscerti. Mi sono unita ai tuoi lettori e sei già nella mia blogroll perchè? Perchè mi ha colpito la luce e la pulizia del tuo blog, le belle foto, le ricette scritte bene ma soprattutto l'assenza di sponsor!! Ti seguerò spesso e non vedo l'ora di vedere un'altra tua ricetta, visto che il mio giretto l'ho già fatto. Ti scrivo un commento sulle Madeleines solo per un appunto: la loro caratteristica è la "bosse", la gobbetta come dici tu, è un orgoglio per i francesi mostrarla! è un peccato che tu le abbia rigirate:-)Un bacio!!

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