La scena è questa: lei in cucina alle prese con dolci dalle architetture complesse, strati di mousse, bavaresi, daquoise, equilibri di consistenze che spaziano dal cremoso al croccante per armonizzarsi sul cucchiaio e in bocca, decorazioni lucide, traslucide, glitter, ingredienti improbabili, bocchette introvabili… e alla fine di un pomeriggio di fatica, con un lavandino stracolmo di ogni possibile attrezzo da pasticceria da lavare arriva lui e lei, sfinita ma fiera e soddisfatta gli mostra il suo capolavoro. Risposta di lui: “ma… non si potrebbe avere un dolce normale? …hai presente quelli che tagli una fetta col coltello e la tieni…