Le crostatine di San Valentino

Istruzioni per rendere speciale la colazione di San Valentino:
aprire una finestra a forma di cuore sulle crostatine, aggiungere caffé bollente e molti baci.


Le crostatine di San Valentino

125 grammi di farina
75 grammi di burro
50 grammi di zucchero a velo
1 tuorlo d'uovo
Semi di bacca di vaniglia

Marmellata a piacere (oppure crema di nocciole)

In una ciorola si impastano bene i tuorli con lo zucchero, si aggiungono il burro morbido e i semi di vaniglia e si forma una pastella liscia. Si incorpora poi, tutta in un colpo, la farina, si trasferisce l'impasto sul tagliere e si lavora lo stretto tempo necessario per formare un impasto morbido ma compatto e si lascia riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Trascorso questo tempo, si lavora appena un po' l'impasto per ridargli elasticità e si stende sottile (3 millimetri).

Si imburra il fondo di due stampini da tartelletta, si taglia la frolla con un coppapasta rotondo grande quanto basta per rivestire il fondo e i lati, si riempie di marmellata (o di crema di nocciole), si tagliano altri due dischi della dimensione esatta per chiudere gli stampini e con un coppapasta a forma di cuore si apre una finestra al centro.
Si chiude poi la crostatina e con una forchetta si praticano dei buchetti leggeri su tutto il bordo.

Si inforna a 180° per 23-25 minuti.

E le finestrelle? Si cuociono 12 minuti a 175 gradi.


Dopo aver fatto le due crostatine, vi sarà rimasta abbastanza frolla per riempire una teglia di cuori!

Le Frappe di Canevale

Frappe, sfrappole, crostoli, galani.. quanti modi ci sono per chiamare questo dolce della tradizione carnevalesca?
Questa è la versione di casa mia, niente zucchero nell'impasto ma tanto, tantissimo spolverato sopra!
Una raccomandazione perchè risultino croccantissime: che la sfoglia sia sottilissima, trasparente come un velo.
Chi non ha dimestichezza col mattarello, può farsi aiutare dalla Nonna Papera tirando la pasta fino allo spessore più sottile.
E infine, un suggerimento per rendere le frappe davvero speciali: subito prima di servirle, provate a spruzzarle col succo di un limone.


QUI il video della ricetta

Le frappe di Carnevale

200 grammi di farina
2 uova
1 pizzico di vanillina
1 cucchiaio di anice

olio di semi di girasole, per friggere
zucchero a velo, per finire

Impastare la farina con le uova, la vanillina e l'anice, lavorando energicamente per 10 minuti almeno.
Lasciar riposare l'impasto per un quarto d'ora, poi stenderlo col mattarello (o la Nonna Papera) fino ad ottenere una sfoglia sottilissima, deve vedersi il tagliere in trasparenza.
Tagliare le frappe con una rotella dentata e friggerle nell'olio bollente, rigirandole fino ad una perfetta doratura da entrambi i lati.
Scolarle su carta assorbente e, infine, spolverarle generosamente di zucchero a velo.

Servirle ancora calde spruzzandole con succo di limone, per un tocco davvero speciale.

Geo e i ricettari della memoria

Se mai avessi immaginato di approdare, nella vita, in uno studio televisivo, mai avrei immaginato di farlo portando con me il ricordo di mia nonna Seconda.

Quando la redazione di Rai 3 mi ha contattata, chiedendomi di partecipare ad una puntata di Geo per raccontare le ricette della memoria della mia famiglia attraverso il ricordo di mia nonna, vera azdora romagnola, dopo un primo momento di incredulità, dopo un secondo momento di stupore, dopo un terzo momento di terrore, ho pensato che mai, mai più avrei avuto un'opportunità simile per onorarla e ringraziarla per tutto ciò che mi ha donato fino a quando mi è stata accanto. E di renderla orgogliosa di me, ovunque ora sia.

E così sono partita, una mattina di gennaio, con in valigia un vecchio ricettario, un mattarello e una camicetta bianca appena stirata. Respirone e via, salita sul treno.

Come fare, amici miei, a descrivere l'emozione di arrivare negli studi storici della Rai a Roma, in via Teulada, io piccola, sconosciuta blogger di campagna.

Eppure tutti erano lì ad aspettarmi, i ragazzi del trucco e parrucco, gli autori, la deliziosa chef Annamaria Pellegrino, il mitico Prof. Danilo Gasparini e Sveva. Aspettavano me, interessati alle mie storie di cucina, ai fogli stropicciati del mio ricettario, ai ricordi di mia nonna.
Pazzesco.

Per fortuna ho questa foto che mi ricorda che è tutto vero, che quella giornata l'ho vissuta sul serio, altrimenti penserei di averla solamente sognata.



La trasmissione è qui, il mio intervento è dopo 1 h e 12 minuti dall'inizio:
Geo - puntata del 25 gennaio 2018

Per esigenze televisive, non è stato possibile mostrare tutti i passaggi per realizzare una ciambella romagnola e così,  dato che è una ricetta cui tengo particolarmente, come ho già raccontato in questa occasione,  ho voluto realizzare un breve video che spero possa essere d'aiuto a chi mi ha chiesto chiarimenti.

Il VIDEO della ciambella romagnola

Bene, questo è il breve racconto di una giornata indimenticabile, una cosa mi rimane da fare: ringraziarvi! Perchè questa esperienza la devo anche a voi che, continuando a leggermi in tutti questi anni, mi avete stimolata a continuare a scrivere!



La torta di mele

più semplice e buona del mondo

Niente mi fa sentire a casa come il profumo di una torta di mele nel forno.
Questa è la mia ricetta della memoria, incredibilmente semplice, soffice e materna come solo una torta di mele sa essere.
Vi consiglio di provarla prima che la stagione delle mele si esaurisca, sono certa che poi la riporrete nel quaderno delle vostre ricette preferite.


Qui trovate la videoricetta.

La torta di mele

1 kg di mele Renetta (secondo me  la qualità della mela fa la differenza*)
150 grammi di farina
100 grammi di zucchero
100 grammi di burro
2 uova
8 grammi di lievito (mezza bustina)
la scorza di mezzo limone
un pizzico di sale

Operazioni preliminari
Sbucciate le mele e tagliarle a pezzi non troppo piccoli (da un quarto di mela ricavate circa 6-8 pezzi a seconda della grandezza delle mele; io taglio ogni quarto in tre fette ed ogni fetta la divido in due o in tre trasversalmente. Se volete chiarire meglio questo passaggio date un'occhiata al video)
Fate fondere il burro e mettete da parte in modo che abbia il tempo di abbassarsi un po' la temperatura.
Miscelate la farina, il lievito e il pizzico di sale e mettete da parte.

Procedimento
Lavorate con le fruste elettriche (o la planetaria per chi la possiede) le uova con lo zucchero fino a quando siano ben montate, gonfie e spumose; nel frattempo profumate con la scorza di limone.
Aggiungete il burro fuso un po' raffreddato e continuare a frullare.
Ora abbandonate le fruste elettriche e, con una spatola o un cucchiaio di legno, incorporate il mix di farina e lievito precedentemente preparato. Non serve lavorare molto, basta ottenere un composto omogeneo.
A questo punto aggiungete le mele a pezzi e incorporatele bene. Sembreranno troppe mele per poco composto ma non è così, fidatevi.
Imburrate e infarinate una tortiera da circa 24 cm (non di silicone**), versate , livellate bene con la spatola e infornate a 180° per 35 minuti.
Una volta sfornata la torta, lasciatela intiepidire 10 minuti nella tortiera, poi estraetela e cospargetela di zucchero a velo.
Servita tiepida dà il meglio di sé.

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Appunti:

**NON consiglio di utilizzare stampi in silicone per questa torta, perché tendono a non farla cuocere bene alla base.

*Le mele Renetta, hanno la consistenza perfetta per non sfaldarsi troppo e la giusta acidità per non rendere la torta troppo dolce. Se però voi avete a disposizione altre mele, usatele pure, questa è una torta che non fa troppo la difficile.






Primavenere

Cosa c'è di più bello in una tiepida giornata di primavera, che organizzare un pic nic domenicale, magari, perchè no, nel proprio giardino, invitare gli amici e godersi il profumo dei lillà con un bel disco che suona dalle finestre aperte di casa..

Certo, perchè sia davvero rilassante, è necessario prevedere piatti semplici, veloci e che si possano preparare con largo anticipo, meglio il giorno prima.
Questa insalata di riso venere coloratissima, con una brunuase di verdurine fresche di primavera tutte a crudo è davvero deliziosa e si presta meravigliosamente all'occasione.
Mi è piaciuto chiamarla Primavenere.



E se siete alla ricerca di ispirazioni per organizzare un romantico pic nic di primavera, vi suggerisco di dare un'occhiata a questi consigli di Dalani, che in fatto di raffinatezza ed eleganza è un must del mondo web.


Primavenere

250 grammi di riso venere
3 o 4 piccole zucchine croccanti e freschissime
2 o 3 carotine novelle
1 cuore di sedano bianco
1 manciata di pomodorini datterini sodissimi
3 o 4 pomodori secchi sgocciolati dall'olio
150 grammi di olive verdi snocciolate
150 grammi di mais precotto
40 grammi di pinoli 
sale
olio extravergine di oliva

Cuocere il riso venere in acqua bollente salata. Il tempo di cottura varia da tipologia di riso, può andare da 20 a 35-40 minuti, attenersi a ciò che è indicato sulla confezione.
Scolare e raffreddare sotto l'acqua corrente. Mettere in una terrina, irrorare con un filo d'olio e sgranare con una forchetta affinché i chicchi siano ben separati.

Tostare i pinoli in una padellina muovendoli continuamente per non bruciarli e tenerli da parte.
Tagliare in una finissima brunuase (dadolata), le zucchine, le carote, il sedano, le olive e metà pomodorini; per finissima intendo del diametro di 2-3 millimetri, non di più.
Frullare i rimanenti pomodorini con i pomodori secchi.
Raccogliere tutta la dadolata in una ciotola insieme al mais e alla cremina di pomodori e condire con sale e olio extravergine.
Infine unire i pinoli e rovesciare tutto il condimento nella terrina col riso.
Mescolare bene, coprire con pellicola e far riposare in frigorifero perchè il riso si intrida di tutti i meravigliosi sapori.

Volendo, si possono aggiungere erbe aromatiche fresche.
Buon pic nic!



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