Amore al mascarpone

A casa mia - e per mia intendo quella di mia mamma, quella in cui sono nata, il mio nido insomma - non è Natale, non è Pasqua, non è capodanno, senza “il mascarpone”.


La crema di mascarpone è il dolce della festa. E’ così da quando ero piccola ed è ancora così oggi che i miei figli non sono più tanto piccoli.
E’ stato il primo dolce che ho visto fare a mia mamma e il primo che ho imparato a fare da lei. E non escludo che proprio grazie alla soddisfazione che mi ha dato farlo la prima volta da sola (e come se me lo ricordo, avevo poco più di 12 anni) sia nata la mia passione per questi miracoli che montano, si gonfiano, profumano la casa e deliziano l’anima.


Questa foto è di ieri ..e questa meraviglia è il mio dolce meglio riuscito.
In lei rivedo me stessa e a lei, in fondo, è dedicato tutto questo mio scrivere ricette.. perché in qualunque posto del mondo si possa trovare nel suo futuro, quando ne avrà bisogno, possa aprire, con un clic, il “quaderno” delle ricette della mamma.
E sono certa che, ovunque vivrà la sua vita, non mancherà mai a Natale, a Pasqua o a Capodanno, sulla sua tavola, “il mascarpone” della festa.


Crema al mascarpone

4 rossi d’uovo
500 grammi di mascarpone
5 cucchiai rasi di zucchero
250 grammi di panna da montare
Cioccolato fondente per guarnire

Sbattere a lungo i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e gonfi.
Aggiungere il mascarpone e sbattere fino a che non sia ben amalgamato e montato.
Montare a neve ben ferma la panna e aggiungerla alla crema di mascarpone con una frusta a mano, dal basso verso l’alto.
Tritare la cioccolata fondente e unirne una parte alla crema e, con la restante, decorare la superficie.

Le ciambelline alle mandorle

Sì, d'accordo, io pasticcio parecchio. Sperimento, diciamo.
Di conseguenza, per il calcolo delle probabilità, succede che non sempre tutto risulti.. come dire.. esattamente commestibile.
Il mio vero busillis è che la risonanza dei miei fallimenti culinari viene poi amplificata dall'impietosità crudele dei miei assaggiatori ufficiali.
Quando, dopo il primo boccone, riappoggiano il corpo del reato sul tavolo e lo spostano “un pò più in là”, è esattamente come se mi invitassero, pollice verso, ad evitare di ripetermi.
Potenza della comunicazione non verbale..

Però vuoi mettere, la soddisfazione delle volte in cui si litigano l’ultima ciambellina e raccolgono anche le briciole?



Ciambelline alle mandorle

120 grammi di albumi
50 grammi di farina di mandorle
50 grammi di farina 00
100 grammi di zucchero
60 grammi di burro
Semi di una bacca di vaniglia (o aroma di vaniglia)
Un pizzico di sale

Sciogliere il burro a bagnomaria aggiungendo il pizzico di sale.
Montare a neve gli albumi insieme ai semi (o aroma) di vaniglia.
Riunire in una ciotola le farine e lo zucchero e amalgamarvi il burro fuso.
A questo punto incorporare con una spatola gli albumi con una spatola, dal basso verso l’alto, facendo attenzione a non smontarli.
Riempire degli stampi da ciambelline (io utilizzo un sac a poche per facilitarmi l’operazione) e infornare a 200 gradi per 18 minuti circa.

Sua maestà La Parmigiana

Oso addentrarmi in un'area difficile.
Perchè, come per ogni piatto della tradizione che si rispetti, attorno alla Parmigiana di melanzane ruotano ricette familiari che si tramandano di nonna in madre e di madre in figlia ed ognuna è, senza dubbio alcuno, la migliore in assoluto.
E perché sulla sua esecuzione si snodano scuole di pensiero, chi frigge, chi griglia, chi inforna.
E ancora perché non è nella mia terra che affondano le radici di questo piatto, ma nella “lontana” e splendida Sicilia e parlarne è un po’ come entrare in casa d’altri senza chiedere permesso.
Nonostante tutto, però, presento questa versione, confortata dal fatto che è la reinterpretazione del mio bravissimo insegnante di cucina, lo chef Christian Viroli che ne ha, a mio avviso, rispettato i fondamentali, aggiungendovi una sfumatura di personalità grazie a un giro di pesto leggero.


 
La parmigiana di melanzane

E’ quasi superfluo descriverne la ricetta..
Ci tengo, invece, a sottolineare quanto la qualità degli ingredienti faccia la differenza: un’ottima mozzarella, così come una salsa di pomodoro preparata a regola d’arte, sono determinanti ai fini del risultato finale.

Le melanzane dopo essere state salate e lasciate riposare sotto a un peso per far perdere loro l’acqua di vegetazione amarognola, sono state fritte.

Questa versione, decisamente elegante, è composta in porzioni singole, con gli ingredienti che si susseguono in questo modo: una fetta di melanzana, un po’ di salsa di pomodoro, mozzarella tagliata a dadini molto fini, una spolverata di parmigiano, il tutto ripetuto per tre volte.

Passaggio in forno a 180 gradi fino a doratura.
Per comporre il piatto, stendere un cucchiaio di salsa di pomodoro a specchio sul fondo, appoggiarvi delicatamente la torretta di melanzane al centro e terminare con una spolverata di parmigiano e un giro di pesto leggero e profumato.

Mamma ci prepari la merenda?

Ci sono quelle ricette che impari una volta, dove e come si è perso nella memoria, che non sbagliano mai, che diventano i tuoi jolly, i tuoi cavalli di battaglia, i tuoi assi nella manica da tirare fuori per essere sicura di fare bella figura, talmente semplici e veloci che non trascorre più di mezz'ora tra il pensarli e il mangiarli.
E così 4 semplici ingredienti, con una grattugiata di buccia d'arancia diventano un plum cake , con una manciata di uvetta sultanina, una torta da colazione o ancora, con un pò di gocce di cioccolato, si trasformano in irresistibili cupcakes per la merenda dei bambini.



Cupcakes quattroquarti

Il nome di questo impasto di base è dovuto al fatto che è composto dallo stesso peso di uova, zucchero, burro e farina.
Niente di più semplice.

180 grammi di uova (corrispondono a 3 uova)
180 grammi di zucchero
180 grammi di burro
180 grammi di farina autolievitante (oppure farina 00 con un cucchino di lievito)

Lavorare bene il burro ammorbidito, aggiungere lo zucchero e continuare a montare fino ad ottenere un composto bianco e spumoso.
Aggiungere un uovo alla volta insieme ad cucchiaio della farina prevista (la farina aiuta ad incorporarlo meglio al composto di burro).
Infine incorporare tutta la farina rimanente con una spatola o una frusta a mano.
Solo se il composto risultasse molto duro ( può succedere nel caso si utilizzino uova piccole), aggiungere 2 cucchiai di latte.

A questo punto decidere cosa fare: un plum cake? una torta? cupcakes?

A seconda della scelta cambia il tempo di cottura: i gradi sono 180, i minuti 18 per i cupcakes, almeno 30 per formati più grandi (valutare a seconda del proprio forno, mi raccomando, in qualche caso potrebbe essere necessario, negli ultimi minuti, coprire la superficie con un pò di stagnola per non farla bruciare mentre l'interno finisce di cuocere a puntino).

Qui avevo tempo e voglia di pasticciare un pò e li ho decorati. Ma non ne vale mica la pena.. a casa mia si litigano quelli semplici e guardano con sdegno il mio estro pasticcifero.

Qualcuno vuole un bacio?

Se è vero che ogni emozione passa nel silenzio, allora non servono parole, ma Baci.
Questi biscottini nascono da un pensiero notturno. Una scatola dei miei cioccolatini preferiti e un panetto di pasta frolla in frigorifero già da qualche giorno e perciò da usare in fretta.
Un due più due (anzi uno più uno) rapidissimo e facilissimo: far baciare baci e pastafrolla. Niente di più naturale.
Ed ecco i baci di baci.



Bé.. definirla ricetta direi che è troppo.. chiamiamola idea.


Baci di baci

Pasta frolla
Bacetti Perugina (quelli piccoli)

La pasta frolla è quella di Montersino di cui ho parlato qui.
Ho ritagliato dei dischetti che ho disposto nella mia teglia per tartellette mignon. Posizionato il bacetto al centro e infornato a 170 gradi per 15 minuti.

Divini. E tanti baci.

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