Torta di fragole e yogurt

Oggi non mi dilungherò con storie, aneddoti o racconti. Oggi vi chiedo di provare questa torta prima che finisca la stagione delle fragole.
Potreste pentirvi di non averlo fatto, come è successo a me che ho tenuto nel cassetto questa delizia per due o tre anni prima di provarla. Il foglietto sul quale l'ho appuntata (e chissà più dove l'ho vista o letta) spuntava fuori sempre quando le fragole erano già fuori stagione.
Ma ho sempre creduto in lei ed è arrivato il suo momento.
Non fate come me, provatela subito, ora che le fragole sono dolcissime. Poi mi direte se vi ho dato o no un buon consiglio.




Torta di fragole e yogurt

110 grammi di burro morbido
180 grammi di zucchero
2 uova
1 cucchiaio di succo di limone
170 grammi di farina
1 cucchiaino di lievito
1 punta di cucchiaino di bicarbonato
1 punta di cucchiaino di sale
125 grammi di yogurt bianco
180 grammi di fragole

Per la glassa
2 cucchiai di succo di limone
zucchero a velo q.b.
 
Ammorbidire il burro a temperatura ambiente oppure mettendolo qualche secondo nel microonde.
Lavare e asciugare le fragole, quindi tagliarle a cubetti non troppo piccoli.
Miscelare la farina (tenendone da parte 3 cucchiai), il lievito, il bicarbonato e il sale e tenere da parte.
Montare il burro morbido con lo zucchero fino a quando diventa soffice e spumoso, aggiungere quindi un uovo alla volta e un cucchiaio di succo di limone.
Aggiungere la farina miscelata coi lieviti in 2 o 3 volte, alternandola con lo yogurt.
Infine mescolare le fragole alla farina tenuta da parte e incorporarle delicatamente al composto, utilizzando una spatola o un cucchiaio di legno.
Versare in una tortiera di 20 cm di diametro e infornare a 180° per 45 minuti.
Se dopo 30 minuti la superficie tendesse a scurirsi troppo, appoggiarvi un foglio di carta stagnola e continuare la cottura.
Una volta sfornata, attendere qualche minuto, poi togliere la torta dallo stampo e lasciarla intiepidire su una gratella.

Quando la torta sarà appena tiepida, mescolare in una ciotolina due cucchiai di succo di limone con tanto zucchero a velo quanto basta per ottenere una glassa cremosa, quindi spalmarla sulla torta e attendere che solidifichi.

Il salame di cioccolato

Avrei  voluto pubblicare questa ricettina la settimana scorsa, ma presa da un turbinio di impegni non ce l’ho fatta. Tuttavia, anche se oramai siamo fuori tema, voglio raccontarvi dove l’ho letta e perché ho voluto provarla.
Il giorno della festa della mamma i miei pargoli mi hanno regalato, ognuno, un libro. Nulla avrei gradito di più, loro lo sanno, e solo il fatto di aver cercato di prendere la mira nella scelta del dono mi ha mandata in brodo di giuggiole.
Lorenzo mi ha regalato un libro dal titolo “La regina della casa” e scusate se è poco :).
Margherita (che mi prende sempre in giro per la mia mania di acquistare compulsivamente libri di cucina) ha pensato a “La maestra di cucina” di Alessandra Spisni.  Anche in questo caso mi è piaciuto pensare che il titolo le abbia ricordato me, anche se è più probabile un tentativo di presa in giro..

Beh, per farla corta, dovevo rendere merito ai doni e ho provato subito una ricetta dal libro per festeggiare la giornata.
La scelta è caduta sul salame di cioccolato perché è un dolce che in famiglia amano molto tutti. Ne ho provate tante versioni senza mai centrare perfettamente l’obiettivo (calcolate che il tasso critico è altissimo a casa mia) e così ho voluto sperimentare anche questa che mi è piaciuta per il fatto di essere priva di uova (non ho nulla contro le uova ovviamente, ma questo dolce non è cotto e quando posso evito di usarle crude).

Che dirvi, dato che la stagione ancora non accenna a volgere al bello, concediamoci un ultimo dolce calorico. Poi, al cioccolato, ripenseremo a settembre.



Il salame di cioccolato

100 grammi di cioccolato fondente
100 grammi di burro morbido
50 grammi di zucchero
75 grammi di mandorle pelate
100 grammi di biscotti secchi

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente (oppure qualche secondo al microonde, ma attenzione a non fonderlo, deve essere morbido ma consistente).
Tostare le mandorle in forno per 8-9 min a 180° (oppure in una padella antiaderente muovendoli spesso).
Fondere il cioccolato a bagnomaria (oppure al microonde, 30 secondi alla massima potenza, mescolare e ripetere una o due volte, sempre mescolando tra una volta e l'altra).
Spezzettare grossolanamente i biscotti secchi.

Lavorare in una ciotola il burro morbido e lo zucchero con un cucchiaio di legno, fino ad ottenere una crema.
Aggiungere il cioccolato, amalgamare e, di seguito, le mandorle e i biscotti.
Incorporare bene tutti gli ingredienti lavorando delicatamente.

Versare il composto su un quadrato di carta da forno e, aiutandosi con la carta, dargli una forma di salame.Cercare di compattarlo il più possibile e metterlo in frigorifero per almeno 6 ore.

Una volta indurito, si può legare con uno spago da cucina per dargli un effetto realistico e spolverare con zucchero a velo.


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Appunti:

Io ho adorato il sapore di mandorle tostate. Perdete qualche minuto ma fate questa operazione perchè ne vale la pena, tostatele per bene, pur facendo attenzione a non bruciarle.

Nella ricetta c'erano anche i pinoli, io non li avevo e non li ho messi. Non ne ho sentito la mancanza.

Come biscotti ho usato le macine del Mulino Bianco che stavano languendo in fondo a un sacchetto. Vanno benissimo comuni biscotti secchi di qualsiasi tipo o (su consiglio dell'autrice del libro) avanzi di ciambella rinsecchita (riferisco ma non sono pienamente d'accordo).


La torta mandorlata

Da qualche anno ho una cugina nuova di zecca.
Vi ho già parlato del mio adorato cuginetto Stefano col quale ho dato luogo ai miei primi esperimenti culinari col Dolce Forno, vero?
Ecco, proprio lui mi ha regalato, sposandosi, una cugina con la quale condivido talmente tanti interessi, che siamo andati in confusione e non riusciamo più a capire chi tra i due sia il reale titolare del rapporto di cuginanza e chi la parte acquisita della famiglia.

Ora, con Stefano e Valentina abbiamo l’abitudine di trascorrere allegre seratine giocando a carte durante le quali, tra una partita di pinnacolo e una di burraco, volano tante risate, tante chiacchiere e tante ricette (con somma gioia dei due uomini che ci terrebbero a  giocare seriamente..).
Di solito, quando Valentina mi dice “Mari, prova questa ricetta”, non ci penso su nemmeno un istante a farla, ed è sempre un successo.
Questa torta è l’ultima che mi ha regalato, è straveloce e buonissima, tanto che la leggenda vuole che abbia fatto leccare il piatto con le briciole anche a suo marito (ops.. mio cugino) che non è esattamente un palato facile da accontentare.
Grazie Vale!




Torta mandorlata

Per l'impasto
1 uovo intero
150 gr di zucchero
100 gr di burro
300 gr di farina con lievito
1 pizzico di sale

Per il ripieno
300 gr di buona ricotta vaccina
100 gr di zucchero
120 gr di amaretti sbriciolati
50 gr di mandorle non pelate
1 uovo intero

Mettere in un mixer tutti gli ingredienti per l'impasto e frullare pochi secondi, fino ad ottenere un composto sabbioso, metterlo da parte.

Senza bisogno di lavare il mixer, tritarvi grossolanamente prima le mandorle e poi gli amaretti (non insieme perchè hanno tempi diversi).
In una ciotola riunire la ricotta, lo zucchero, l'uovo e il trito di mandorle e di amaretti, amalgamare con un cucchiaio fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versare in uno stampo da crostata metà composto sabbioso, rovesciarvi il ripieno di ricotta stendendolo bene fino ai bordi e, a seguire, la restante metà di composto sabbioso.
(Non serve imburrare nè rivestire la teglia di carta da forno, a patto che sia in materiale antiaderente.)

Infornare a 180° per 25 minuti. Lasciar intiepidire nello stampo, poi sformare.

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Appunti:

Avevo in dispensa degli amaretti morbidi di Sassello che, essendo stati purtroppo mal conservati, si erano induriti. Questa è stata l'occasione adatta per utilizzarli e il loro particolare aroma ha conferito alla torta un profumo e un sapore davvero speciali.

Inutile dirvi che migliore sarà la qualità della ricotta utilizzata e migliore sarà il risultato finale. La scelta di questo ingrediente non fa una differenza da poco.

Attenzione a lasciare davvero grossolani amaretti e mandorle. Tutto il buono della torta è ritrovarseli tra i denti addentandola.

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