La ciambella romagnola

In Romagna, la ciambella è il dolce per eccellenza. E non ha il buco. Si forma in filoncini o in pagnotte rotonde.

In Romagna la ciambella è un simbolo. Di tradizione, di civiltà contadina, di Pasqua, di festa. Non c’è festa paesana o convivio che non termini con un po’ di ciambella (zambèla) da bagnare nel vino.  Non c’è Pasqua senza una pagnotta di ciambella da bagnare nel latte a colazione (con le uova sode, ma questa è un’altra storia che vi racconterò).

La ricetta della ciambella, le nostre nonne non l’avevano. Era un po’ di farina, un po’ di zucchero, un po’ di burro, 3 o 4 uova, della vanillina, un po’ d’anice e “la dose”.
La “dose” era (ed è ancora oggi) il lievito che si compra a peso dai fornai, quello che usano per i loro dolci e che viene venduto di solito in “dosi” per mezzo chilo di farina.
Non ho mai capito esattamente cos’abbia di diverso dal lievito che si compra comunemente in bustine, credo contenga una percentuale di cremor tartaro ma non ne sono sicura. Fatto sta che, nonostante oggi possiamo tranquillamente usare le più comode bustine di lievito, l’alveolatura interna è certamente migliore con la dose.

Il fatto che mia nonna mettesse “un po’” di quello e “un po’” dell’altro, ha fatto sì che se ne andasse senza lasciar traccia di come preparare la sua ciambella. E io, una ciambella come la sua, non l’ho mai più mangiata. Ma più volte mi sono mangiata le mani perché, quando la guardavo farla, non ho mai pensato di pesare quegli ingredienti messi giù ad occhio. Ma forse ero ancora troppo piccola. O forse pensavo che mia nonna sarebbe esistita per sempre e per sempre avrei mangiato la ciambella che mi preparava.
Quante cose diamo per scontate ogni giorno..

Dunque, la mia ricerca della ricetta della ciambella perfetta è durata anni. Tante prove sono passate dal mio forno, tanti commenti poco entusiastici sono arrivati dai miei genitori, che sono i banchi di prova, essendo depositari, come me, del ricordo di quella ciambella.
Fino a quando, ho incontrato questa ricetta. Complice una zia che l’ha estorta a sua volta ad una fornaia.
Ma la prima volta che l’ho fatta, la soddisfazione è stata media. Perché il sapore sì, era quello, ma la struttura no, aveva qualcosa che non andava.

Poi l’illuminazione. Mia nonna, l’impastatrice non ce l’aveva! E nemmeno le fruste elettriche. Mia nonna impastava a mano! Ecco il segreto!
Per questa ciambella, lasciate riposti i moderni attrezzi infernali che ci aiutano in tante situazioni, ma non in questa.
Qui basta infilare un grembiule, rimboccarsi le maniche e affondare le mani nella farina.



La ciambella romagnola

500 grammi di farina
130 grammi di burro
185 grammi di zucchero
3 uova
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina (i puristi leggano estratto di vaniglia)
3 cucchiai di anice (facoltativi o sostituibili con scorza grattugiata di mezzo limone)
Latte q.b.
Granella di zucchero o zucchero semolato o codette colorate per la superficie.

Fondere il burro.
Mettere in una capace ciotola la farina, il lievito, la vanillina e mescolare per bene.
Fare al centro un cratere, mettervi lo zucchero con le uova e mescolare con le mani.
Incorporare (sempre a mano) a poco a poco anche la farina circostante aggiungendo il burro fuso.
Aggiungere l'anice (o la scorza di limone).
A questo punto l'impasto deve risultare piuttosto duro. Aggiungere a poco a poco un pò di latte, per ammorbidirlo ma facendo attenzione ad ottenere un composto di una consistenza tale che in cottura mantenga la forma che gli verrà data.
Pulirsi bene la mani dall'impasto e poi disporlo sulla teglia con carta da forno, diviso in due parti distanziate tra loro.
Con le mani bagnate dare la forma di due filoncini ovali (diciamo che la larghezza dovrebbe essere circa metà della lunghezza) e decorare con granella di zucchero o codette colorate, oppure semplicemente con dello zucchero semolato.
Infornare a 160 gradi per 30-35 minuti.

Una volta sfornata la ciambella, lasciarla raffreddare bene, poi metterla conservarla chiusa in un sacchetto di carta o di plastica.
L'ideale sarebbe lasciarla riposare un giorno prima di mangiarla. E' il classico dolce da preparare per la colazione del giorno dopo.

E' meravigliosa bagnata nel latte, nel tè, nel vino bianco dolce (quello non a colazione magari..).

16 Commenti:

Mary ha detto...

ahahah quando si dice non tutte le ciambelle escono col buco.....beh che dire una delizia!

picetto ha detto...

Che bello il tuo blog. Dopo aver letto la tua richiesta su facebook sono immediatamente venuta ad incrementare il numero dei lettori fissi. Complimenti per questa bellissima ricetta. Se vuoi passa anche da me, sarai la benvenuta. Ora mi faccio un giro tra le tue ricette, ciao
M.G.

Byte64 ha detto...

Ottimo aspetto!
Qua a Modena si chiama bensone e si fa sia liscio che ripieno di marmellata, tipicamente di prugna o di amarene.

Ciao!
Tlaz

memmea ha detto...

Se ti fa piacere vieni a ritirare un premio cara rezdora!!!!

sara b ha detto...

...sfondi una porta aperta perché io di attrezzi "infernali" ne ho ben pochi (e mica sempre ne sono felice eh :-) ) amo le ricette delle nonne, il cui unico ingrediente "certo" è la saggezza, l'esperienza... questa tua ciambella mi incuriosisce molto e mi piace, è di una semplicità che innamora. felice di aver trovato il tuo blog!

Fabiana ha detto...

Ho scoperto il tuo blog cercando la ricetta dell angele cake... E ho trovato un luogo magico, delicato e curatissimo. Complimenti mi piace davvero moltissimo. Un bacio Fabiana
P. S. Proveró presto la tua ricetta

claudia ha detto...

grazie,avevo una ricetta x la ciambella con la lievitazione e così non la facevo mai, ora provo con la tua. Ciao.

Anonimo ha detto...

il mio non e' un commento ma una richiesta di aiuto , ho seguito la ricetta ma non e' venuta bene la pasta e' troppo densa e non assorbe bene ne il vino ne altri liquidi , ho usato il lievito per dolci 1 bustina poi tutto uguale , dove posso avere sbagliato

Grazie per un eventuale aiuto
aldo

Marina ha detto...

Aldo, vediamo se posso aiutarti.
Intanto ci deve essere stato certamente qualcosa che non è andato per il verso giusto perchè questo è l'impasto che beve i liquidi per eccellenza, quindi l'ideale da pucciare nel vino o nel latte o nel tè.
Se hai seguito le dosi indicate, prima di aggiungere il latte, dovresti trovarti con un impasto piuttosto consistente, quasi plasmabile. Il latte serve proprio ad ammorbidirlo. E' difficile dirti quanto metterne, perchè dipende dall'assorbimento della farina che usi o dalla grandezza delle uova, indicativamente potrei dirti di metterne circa due o tre dita di un bicchiere.
Una cosa molto molto importante per la buona riuscita della ciambella romagnola, è non impastare troppo. Usa le mani e non le fruste elettriche e impasta il tempo necessario ad avere un composto omogeneo, io impasto circa 3 minuti in tutto (è un tempo indicativo eh, non stare lì con l'orologio..).
La giusta consostenza la valuti solo con l'esperienza, ma ti assicuro che, una volta prese le misure, questa ciambella non ha rivali.
Fammi sapere se ci riprovi e se hai bisogno di altri chiarimenti chiedimi pure.

Anonimo ha detto...

Ciao Marina
Ti ringrazio per l'aiuto , io non sono bravo in cucina . ho iniziato a cucinare 6 anni fa quando mi sono trasferito in Malesia e mi piace fare piatti italiani che non posso trovare qui e faccio anche torte che mi vengono abbastanza bene ma la ciambella prima di questa ricetta ne ho provate altre due che ho buttato ,in questa ho usato due uova ( nelle altre ricette erano 3 )e 110 g. di burro , 500g. di farina 00 ma l'impasto e' molto morbido e aggiungo solo pochissimo latte , quasi niente , l'unica cosa che ho impastato a mano per circa 10 m. perche era molto soffice e si attaccava
La ciambelle e' una delle molte cose che mi mancano

Un saluto
Aldo

Marina ha detto...

Aldo, prova a non modificare la quantità degli ingredienti e assolutamente non impastare per 10 minuti! Due, tre minuti sono più che sufficienti! L'impasto DEVE risultare morbido e appiccicoso. Non è un prodotto lievitato! Se hai problemi a dare la forma alla ciambella perchè si appiccica alle mani, bagnale.

Mamilu ha detto...

Ciao Marina che bello il tuo blog! Ti ho scoperto rramite una ricetta di Csaba e sono incappata anche nella "mia" ciambella, quella che ka mia mamma comprava di tanto in tanto dal fornaio! Voglio proprio provarla e fare assaggiare anche ai miei bimbi i sapori della mia infanzia! Ciao ciao luisa

Maurizio Fangarezzi ha detto...

La provo subito,anch'io sono alla disperata ricerca della ciambella di mia mamma .Farò sapere ^_^

shengda xu ha detto...

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