La torta di mele e yogurt

Quando ero piccola, durante l'inverno, nel forno della stufa a legna c’era sempre una teglia di mele che cuocevano lentamente e spargevano per la cucina un profumo soave e accogliente.
Grazie alla cottura lenta e placida, le mele rilasciavano piano i loro succhi zuccherosi che formavano una gelatina dolcissima sul fondo della teglia ed io aspettavo trepidante la fine della cottura per raccogliere col cucchiaino quel nettare delizioso.
Quell'effluvio, il calore della stufa e la mia attesa impaziente sono uno dei ricordi più dolci e rassicuranti della mia infanzia.
Sarà forse per questo che amo tanto la torta di mele, perché già dentro il forno comincia a confortarmi col profumo che diffonde in cucina.

Tra le tante ricette che ho raccolto e provato negli anni, questa ha qualcosa di particolare perché, grazie allo yogurt, l’interno assume una squisita consistenza cremosa che rende la torta molto particolare.
Se come me amate la torta di mele in ogni sua variante, provate anche questa, sono certa che vi piacerà.




La torta di mele e yogurt

5 mele (circa un chilo)
2 uova
150 grammi di farina
100 grammi di burro
100 grammi di zucchero semolato
1 cucchiaino di lievito
2 vasetti da 125 grammi di yogurt bianco
1 limone
1/2 bacca di vaniglia

Fondere il burro e lasciarlo raffreddare.
Sbucciare le mele e tagliarle a dadini irrorandole col succo del limone per non farle scurire.
Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere una massa chiara e spumosa. Aggiungere a filo il burro, la vaniglia e poi lo yogurt, continuando a montare il composto.
Setacciare la farina col lievito e unirla alla massa.
Incorporare i dadini di mela con una spatola a mano, quindi versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata.
Cuocere in forno a 180° per 55-60 minuti (è sempre bene fare la prova stecchino prima di sfornare).
Nel caso la superficie tendesse a scurire troppo prima della fine della cottura, coprirla con una foglio di carta stagnola.
Far raffreddare nello stampo, sformare e cospargere di zucchero a velo.

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Appunti

Non lasciatevi ingannare dalla foto con la forchettina, una volta raffreddata la fetta si tiene tranquillamente in mano. Non so a voi, ma a me le torte da colazione o merenda piace prenderle comodamente a morsi!

Premettendo che non mi pagano per fare pubblicità, lo yogurt che preferisco usare per le torte e specialmente per questa è il bianco dolce della Granarolo. A mio avviso fa la differenza.

Questa ricetta viene dal web. L'ho trascritta diversi anni fa su un fogliettino, solo le dosi senza nemmeno il procedimento. Non ricordo assolutamente la fonte e me ne dispiaccio.

La torta old fashioned al cioccolato

Era da un po' che ci giravo attorno. Io sono di gusti decisamente più semplici, ma quell'aspetto così godurioso e impreciso mi attraeva da quando avevo addocchiato quella di Nigella Lawson e mi ero detta che prima o poi ci avrei provato.
Poi, qualche giorno fa, guardando un programma in tv mi sono imbattuta in questo famoso (tuttavia a me sconosciuto) pasticcere di nome Eric Lanlard che ne proponeva la sua versione. Era il giorno giusto: avevo tempo, ingredienti e voglia (condizione che si verifica con la stessa frequenza del passaggio dei fenicotteri rosa alle saline di Cervia) così ne ho approfittato e l'ho provata subito.
Cosa dirvi, la ganache di copertura è veramente peccaminosa, un delirio di burro e cioccolato. La base ha una consistenza parecchio solida, tipica delle torte monumentali inglesi. Perfetta per mantenere la forma ma, a mio avviso, troppo compatta e piuttosto carente nel gusto. Per questo motivo l'ho tagliata in tre strati, bagnata con latte tiepido e farcita con una crema al mascarpone (ad ogni modo il peccato era fatto e la penitenza da scontare, tanto valeva esagerare).

Per concludere, come è mia abitudine sarò completamente sincera: non la rifarò. Piuttosto, se avessi voglia di una torta al cioccolato golosa, rivestirei con una ganache leggera la mia classica torta vintage che non tradisce mai.



Torta old fashioned

100 grammi di zucchero di canna
150 grammi di zucchero semolato
50 grammi di cacao
125 grammi di burro
125 grammi di acqua
225 grammi di farina 00
1 cucchiaino di lievito
2 cucchiaini di caffè solubile
2 uova

per la glassa:
300 grammi di cioccolato fondente
125 grammi di acqua
30 grammi di zucchero di canna
175 grammi di burro

Mettere in un tegame gli zuccheri con il cacao il burro e l'acqua. Scaldare a fuoco basso mescolando finché lo zucchero sarà sciolto e si sarà formata una salsa liscia. Aggiungere il caffè solubile e mescolare.
A parte, in una ciotola, setacciare la farina col lievito, poi unirvi la salsa di cioccolato. Amalgamare e infine incorporare due uova.
Versare in una tortiera da 20 cm di diametro imburrata e infarinata e cuocere in forno a 180° per 60 minuti. Dopo 35-40 minuti coprire la superficie con un foglio di carta stagnola.
Sfornare e far raffreddare bene la torta.
Intanto preparare la glassa: tritare grossolanamente il cioccolato fondente e metterlo in una ciotola.
In un pentolino far bollire l'acqua con lo zucchero di canna fin quando sarà ben sciolto, quindi versare l'acqua zuccherata sul cioccolato e mescolare fin quando sarà fuso. Aggiungere il burro a pezzetti e continuare a mescolare fin quando anche questo sarà sciolto e amalgamato.
Lasciar raffreddare bene la glassa.
A questo punto, la ricetta originale di Lanlard dice di rivestire la torta con la ganache così com'è, io, di mia iniziativa, prima di utilizzarla l'ho montata leggermente.



Ps: come vi anticipavo, ho farcito la torta (altrimenti assai tamugna) con una crema di mascarpone ottenuta montando 250 grammi di mascarpone insieme con 125 grammi di panna e zucchero a velo a occhio. Ho bagnato gli strati con latte tiepido.

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