Mademoiselle Pavlova

Nascere povera e raggiungere il cielo, fino a diventare una stella. Cambiare il modo di danzare con quell’urgenza di raccontare le favole in punta di piedi, con leggerezza, fino al punto di far diventare la sua vita, una favola.
Anna Pavlova, come il suo “Cigno” muore lasciando un palco vuoto. Quella sera il balletto va in scena senza ballerina, solo un faro che, a tempo di musica, danza dove sarebbe dovuta essere lei.


Un pasticcere australiano, che se ne innamorò perdutamente, volle dedicare all'étoile un dolce che ne rappresentasse la grazia, che avesse la dolcezza dei suoi inchini, che ricordasse la morbidezza dei suoi arabesque.
Nacque così, da un amore nascosto in una cucina, un abbraccio di sapori e consistenze divino: meringa, panna e frutta acidula.  Enchanteur.


La Pavlova

Ho preparato la versione bocconcino, che è la mia preferita. Tra parentesi e in corsivo le modifiche per realizzare una torta grande

100 grammi di zucchero a velo
100 grammi di zucchero semolato
100 grammi di albumi
1 cucchiaino di aceto di mele (o di lamponi o un aceto molto leggero)
1 cucchiaino di maizena

250 g di panna montata (500 grammi per una torta grande)
Frutti di bosco freschissimi o altra frutta acidula, come fragole o kiwi


Miscelare gli zuccheri e la maizena.
Sbattere gli albumi e, quando cominciano a fare la schiuma, aggiungere l’aceto. Incorporare, poi, un cucchiaio alla volta,  circa 2 terzi di zucchero.
Montare a lungo, a neve fermissima (circa 12-13 minuti con la planetaria, di più con le fruste a mano) fin quando la meringa forma dei picchi solidi.
Intanto accendere il forno a 100°.
Ora incorporare a mano, con una spatola, il resto dello zucchero, con un movimento dal basso verso l’alto, facendo attenzione a non smontare la meringa.
Mettere il composto in una sac a poche e spremerlo a piccoli ciuffi su una teglia rivestita di carta da forno, poi, col dorso di un cucchiaio bagnato (tenere a portata di mano una ciotolina d’acqua), modellare una piccola cavità che accolga poi la panna e la frutta (per una torta grande, versare tutto il composto di meringa sulla teglia e, sempre aiutandosi con un cucchiaio bagnato, modellare un contenitore. Non è necessario che sia perfetto, la pavlova è bella soprattutto se irregolare).
Infornare ed attendere 10 minuti, dopodiché abbassare il forno a 90 gradi e lasciar cuocere per circa 1 ora e mezza (3 ore nel caso di una torta grande).
Conservare le meringhe cotte ben chiuse ermeticamente in un sacchetto, fino al momento di utilizzarle (si possono preparare anche giorni prima, a patto di non fargli prendere aria durante la conservazione).
Al momento di preparare il dolce, montare la panna e, con l’aiuto di una sac a poche, spremerne un po’ su ogni piccola meringa, poi decorare con la frutta fresca.
(Per una torta grande, dopo aver montato la panna, versarla tutta all’interno del contenitore di meringa e decorare con abbondantissima frutta fresca e spolverizzare di zucchero a velo).

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Appunti:

La pavlova, va preparata solo poco prima di essere servita, per preservare la croccantezza della meringa.

A differenza delle classiche meringhe, quelle per la pavlova dovrebbero rimanere più morbide (ma non collose) al cuore, per questo l’aggiunta di aceto e maizena.

Soprattutto nel caso di una unica torta grande, consiglio veramente di abbondare di frutta.

Al taglio, la fetta si scomporrà sul piattino, è normale ed è il bello di questo dolce.

L'abbraccio di questi sapori si presta anche a versioni destrutturate, come dei bicchierini da comporre con strati alternati di meringa sbriciolata, di panna e di frutta.

12 Commenti:

bruna ha detto...

E' bellissima Marina!!! Sia la pavlova che la foto! Bravissima!!

Pamirilla ha detto...

Ah....la tua grazia che incanta.....!

Kiara ha detto...

Ciao MArina...che bello il tuo post! Non conoscevo la storia sulla pavlola, sul pasticcere australiano intendo...beh, i tuoi dolci sono eleganti come una danza del cigno! Complimenti!

Anonimo ha detto...

Proprio Bellini, Marina!! Peró vedo che anche da te c'è carenza di lamponi!!! Qua non li trovo mai!!
Graziella

Natascia ha detto...

Che finezza come hai presentato questo dolce. Non ho mai fatto la Pavlova ma la proverò molto presto. Non avevo mai visto la versione bocconcino penso sia la più comoda. Qua' a Fusignano al Conad i lamponi abbondano, ne ho comprato due cestini proprio oggi.

Spery ha detto...

incantevoli bocconcini! Bravissima!

spery di "babà che bontà"

Giuliana ha detto...

sono bellissime (quanto mi piace il cut out in fotografia!) e tu sei sempre più brava cara Marina...

la Pavlova poi è una delle mie bestie nere....

Marina ha detto...

Bruna e Giuliana: grazie maestre <3

Pamirilla: e tu di grazia te ne intendi..

Kiara e Spery: grazie anche a voi

Graziella: li trovi pochi due lamponi per ogni micropavlova? :)

Natascia: la versione mignon è davvero comoda da mangiare ed è anche parecchio scenografica su un tavolo da buffet.

Claudia ha detto...

Bellissime! Le proverò sicuramente. Tra poco è il compleanno del mio bimbo, inserirò tra le varie preparazioni anche qs! (speriamo bene...)
Ciao

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