Il girasole

Come i capelli di mio figlio, quando mi divertivo, fino a qualche anno fa, mentre glieli asciugavo, a sparargli l’aria del phon dal basso verso l’alto e lui “no il girasole noo!” e io “e come un girasole io ti seguirò na na na na na na na na na naaa” e ridevamo in questo nostro gioco sempre uguale a sé stesso.
Ora ha 18 anni, è grande, ma grande davvero, perché per (s)pettinargli i capelli devo alzare le braccia e mettermi sulle punte dei piedi, eppure sembra ieri quando si è presentato al mondo una domenica di novembre del 1993, grinzoso e giallognolo e con quello sguardo dolce che ha riempito la mia vita.
Ogni tanto, come penso capiti a tutti i genitori, vengo assalita dal dubbio sull’essere stata o no una brava mamma. Mi sono sempre messa in discussione su questo, perché questo mestiere, davvero, non te lo insegna nessuno. Mai come fare il genitore lo impari solo sul campo. E sbagliando.
Così a volte mi dico che tornando indietro non rifarei più quell'errore o quell'altro.
Oppure ogni tanto penso, un po’ egoisticamente, che mi piacerebbe tornasse piccolo, quando aveva così bisogno di me.  Vorrei accompagnarlo ancora al primo giorno di scuola, tornare a guardarlo giocare a calcio quando i pantaloncini corti gli arrivavano alle caviglie, comprare ancora per lui vagonate di macchinine da mettere in fila sul tappeto.
Poi lo guardo: un mezzo uomo bellissimo, di una simpatia travolgente e dalle battute irresistibili, sportivo, con la passione per la bella musica, rispettoso e incapace di portare rancore. E allora mi dico che sì, forse ho fatto un buon lavoro.   E che l’ho accompagnato fino qui e ci sarò sempre a sostenerlo, ma adesso la magia della vita è sua, ha il futuro aperto davanti a sé, può fare qualsiasi cosa, se solo lo vuole. E questo  è meraviglioso.

(Comunque, anche se è cresciuto, quando mi passa vicino e ho il phon in mano e gli sparo un soffio d’aria  sui capelli, lui mi dice “no, il girasole noo!” e se ne va ridendo).


In questo periodo di feste, cene, pranzi e convivi vari, un'idea in più per un antipasto/aperitivo è sempre utile. Questo ha in più i pregi di essere 1) veloce 2) scenografico 3) svuotafrigo. Perfetto no?


Il girasole

1 rotolo di pasta sfoglia
1 radicchio rosso  trevigiano (o due se sono piccoli)
250 grammi di ricotta di mucca
Mezzo scalogno
Sale
Pepe
Olio extravergine d’oliva
1 uovo per spennellare
Semi di papavero

Tritare il radicchio e metterlo da parte.
Tritare lo scalogno e lasciarlo prima appassire e poi rosolare nell’olio, in una padella.
Aggiungere il radicchio tritato, salare e pepare e chiudere con un coperchio , in modo che il radicchio rilasci l’acqua di vegetazione.
Dopo qualche minuto, togliere il coperchio e continuare la cottura fino a che il radicchio non sia appassito.
Assaggiare, eventualmente aggiustare di sale e lasciar intiepidire.
Riunire in una ciotola la ricotta e il radicchio e amalgamare con una forchetta.
Srotolare la pasta sfoglia e ricavare con uno stampino rotondo 9 cerchi.
Per il centro del girasole, mettere una cucchiaiata di composto su un cerchio e coprirlo con un altro dopo aver spennellato i bordi con un uovo sbattuto, premendo poi con una forchetta per sigillarlo.
Per i petali, mettere il composto su un dischetto e chiuderlo a mezzaluna, sempre previa spennellatura dei bordi.
Disporre a cerchio i 7 petali e sistemare il centro.
Spennellare la superficie del girasole con l’uovo e cospargere dei semi di papavero sul centro.
Cuocere a 180 gradi per 20 minuti.

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Appunti

Io avevo in casa semi di papavero ed ho usato quelli, ma l'ideale sarebbe utilizzare semi di girasole.

Questa preparazione si presta a innumerevoli variazioni di ripieno, a seconda della fantasia di ciascuno o di cosa c'è da smaltire nel frigorifero. Ottima è la versione con spinaci e ricotta o spinaci e mozzarella.

Naturalmente l'ho provato anche in versione dolce: vi consiglio vivamente il ripieno di nutella e nocciole tritate o nutella e cocco. Amen.

6 Commenti:

Savita ha detto...

Heyy Marina, ti ho copiata per il pranzo di Natale. Il tuo girasole è andato a ruba! Grazie cara, un abbraccio.

Kiara ha detto...

Ciao Marina... che dolce il tuo post! Ora che sto per diventare madre per la prima volta, mi pongo anch'io le tue stesse domande (un po' prima del tempo)... spero che anch'io un giorno, guardando la mia piccola Iris fatta donna, pensi le stesse cose che dici tu guardando il tuo ometto! Un abbraccio cara e complimenti per i girasoli! ;-)

Marina ha detto...

Savita: sono contenta di averti qui cara, e mi fa piacere aver partecipato un po' al tuo pranzo di Natale.

Kiara: che bello il periodo dell'attesa.. assaporalo fino all'ultimo attimo, ne sentirai nostalgia! Iris è un nome bellissimo.

Simona ha detto...

hai ragione la fine dell'anno è periodo di consuntivi bilanci per tutti questi girsoli sono magnifici

Desi ha detto...

Bella questa preparazione, proprio scenografica. Utilizzo anch'io molto spesso la sfoglia pronta e ne ho sempre qualche rotolo in frigo, dato che è così comoda e volece e può risolvere tante situazioni "dell'ultimo minuto".
Mi piace molto il tuo blog; da oggi ti seguo anch'io.
Desi di Creattivando
http://desidero-creare.blogspot.com

shengda xu ha detto...

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